Quel ramo del lago di Como…

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Storia di un weekend un po’ vintage sul Lago di Como (e qualche idea su cosa vedere, cosa fare e cosa mangiare).

Se state pensando di organizzare un weekend al lago, sappiate che è esattamente quello che facevano i nostri nonni quando volevano far colpo sulle ragazze.
E in effetti il lago di Como è proprio un posto così, da turismo anni ’50, quando si chiamava ancora villeggiatura. Quindi armiamoci di alfa decappottabile, foulard e occhialoni Chanel da gatta e andiamo a farci un giro in questa chicca démodé!

ingresso ca spiga
Ingresso del B&b Ca’ Spiga

Noi siamo partiti a caso da Booking.com, come sempre, prenotando in un Bed&Breakfast che ci sembrava carino in un paesino, Laglio, che su Google sembrava carino: abbiamo trovato una camera vista lago in quello che è sicuramente il più bel Bed&Breakfast che io abbia mai visto, una casa di inizio ‘900 ristrutturata ma con ancora tutto il fascino del secolo scorso, nel paese che mister George Clooney ha scelto per la sua villa. Alessandro, il proprietario, gestisce con la famiglia anche la salumeria e unico bar del paese, che non abbiamo mancato di saccheggiare prima di partire.

Laglio, costruito su una strada sola, lungolago, è il posto perfetto per godere del segreto maximo del relax: non dover scegliere niente! Ci sono una strada, un bar e due ristoranti, all’Osteria del Vecchio Molo fanno la zuppa di pesce di lago più buona che abbia mai mangiato (vabbè anche l’unica, ma davvero era ottima).

Poi da Laglio puoi fare due cose: andare verso Como e buttarti nella società, oppure andare verso nord e esplorare la parte più pittoresca del lago.
Io dovevo assolutamente andare a Lecco: la mia anima romantica doveva vedere QUEL ramo del lago di Como… Ho trascinato il Pelato alla casa di Manzoni, un paradiso se come me amate il vintage letterario, vecchie edizioni di libri e antiche vestine e merletti in grandi stanze ottocentesche. Lecco però non ha molto di quel paesino che mi immaginavo: è più brianzolo che romantico. Se ci andate di giorno feriale, per poco meno di 10€ una barchetta fa il tour dei luoghi manzoniani.

Dopo aver solidarizzato con i cigni che cercavano di non volare via per il vento, siamo tornati a Como. (Da Como a Lecco c’è circa un’ora di macchina, ma il paesaggio non è male e per strada si capiscono tante cose sulla Lega)

como vista da brunate
Como vista da Brunate

Como è una cittadina dall’impronta romana e qualche scorcio medievale, ma talmente piena di gente nei giorni di festa che è veramente difficile godersi un po’ di poesia. Per respirare, noi che in viaggio siamo un po’ orsi, siamo saliti a Brunate, con la funicolare, a perderci tra le scalinate del vecchio paese e le ville liberty, ognuna con il suo cancello di ferro e la sua vista sul lago.

Tornati a Como, se amate le ville (e vi conviene, in questa zona) c’è una passeggiata lungolago che attraversa i cortili di una decina di ville cinque e settecentesche: si può far vagare l’immaginazione tra le aiuole e i ponticelli, e i piccoli porticcioli privati in cui attraccavano le barche e scendevano gli uomini col cilindro e le signore con le gonne a ruota.

La Greenway del Lago di Como
La Greenway del Lago di Como

Giorno 2: grande idea! la Greenway del Lago di Como!
Si parte a Colonno di buon mattino (ehm… almeno era buon mattino prima che ci mettessimo a tavola per la colazione al Ca’ Spiga!) e si seguono i segnali per la Greenway, una camminata di poco più di 10 km che attraversa i paeselli e la campagne, a volte sulla strada lungolago, e a volte, ed è la parte migliore, nelle stradine interne dei paesi. (per info: clicca qui) Si fa in una mattinata, pranzo nei bar di Tremezzo a goderci la vista, le moto e le auto che fanno il giro del lago (very fifties!) e poi si entra a Villa Carlotta (9€ ma ne vale la pena).

Ad aprile a Villa Carlotta fioriscono le azalee e la passeggiata è meravigliosa. La visita comincia all’esterno nel giardino all’inglese dolcemente arrampicato sul monte, i fiori sono piantati per zone, così finalmente ho scoperto quanto può essere alta una pianta di camelie e che cos’è il rododendro. C’è anche una zona bambù che fa impazzire i bambini che pensano di essere dentro Kung fu Panda.

Camelie a Villa Carlotta
Camelie a Villa Carlotta

L’interno della villa è un must assoluto. Un inaspettato incontro con il miglior Ottocento italiano e non solo: Canova, Hayez, Thorvaldsen, Appiani e anche un mio vecchio amico, Luigi Acquisti, scultore di Forlì ma di formazione bolognese, conosciuto nel piccolo oratorio di San Michele Arcangelo in via Olmetola, nella pianura bolognese, che mai mi sarei aspettata di trovare in questa lussuosissima villa dal sapore napoleonico.
Al primo piano, per gli amanti del genere, mobili, ceramiche e tavole apparecchiate dell’epoca, e anche la stanza tutta rosa della giovane Carlotta.

finestra villa carlotta

grottesche villa carlotta

pergola villa carlotta

 

Per tornare, vale la pena spendere due soldini per prendere l’autobus su acqua: si vedono tutte le ville dal lago.

Altri “to do” se avete tempo: 
– Una giornata di relax nella romantica e verdissima Isola Comacina, ora parco archeologico con resti medievali e nessun rombante motore milanese.
l’altra riva del lago, con Bellagio (che non è solo l’hotel a Las Vegas, ho scoperto, ma un paese vero) e Varenna, e la sua “passeggiata degli innamorati”.

Buon viaggio e buone zuppe di pesce!!

isola comacina
Isola Comacina

 

mentine lago di como
Mentina is the new black!

special thanks to:
– i segnali della Greenway che ci hanno impedito di perderci
– le mie scarpe color mentina
– il mio Pelato che mi asseconda sempre e dovunque
– il mio Huawei che fa delle super foto!

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