Il tour delle torte – Capitolo 2, La Linzertorte

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linz bruckner kaffee

10 giorni, 2200 chilometri e tante, tante, tante fette di torta…
Capitolo 2. La Linzertorte, Linz. (ovvero: Sinfonia alla nocciola)


Seconda tappa: La Linzertorte a Linz

(consiglio: mentre leggi, ascolta la musica qui sotto e tieni a portata di mano un sacchetto di nocciole)

Dev’esserci qualcosa, a Linz, che favorisce l’ispirazione.

Saranno le strade così pulite e chiare, che non fanno paura e invitano ad essere seguite fino in fondo, come i pensieri fecondi.
Saranno le pareti delle case color pastello e i colori abbaglianti del cielo adamantino, che formano geometrie chiare su un campo chiaro.
Sarà il Danubio, sceso da tempo dalla Foresta Nera e ormai addolcito nel suo tratto Austriaco, che medita in silenzio mentre si prepara ad attraversare Vienna.

Linz e il Danubio
Il Danubio a Linz

Dev’essere stato un mix di tutto questo che fece in modo che proprio a Linz, un giorno imprecisato del 1619, un astronomo tedesco trovasse finalmente una forma compiuta, dopo circa vent’anni di gestazione, ad una delle leggi più affascinanti sui pianeti nelle orbite celesti, che li vede muoversi in armonia come se fossero note su un pentagramma di una sinfonia eterna.

L’astronomo si chiamava Johannes von Kepler – al di qua delle Alpi lo conosciamo come Giovanni Keplero – e la legge era questa:

Frontespizio di Harmonices Mundi - 1619
Frontespizio di Harmonices Mundi, Giovanni Keplero – 1619

« La differenza fra la massima e la minima velocità angolare dei pianeti nella loro orbita approssima una proporzione armonica. »

e cioè, tradotta in parole comprensibili:

« I pianeti, con le loro orbite, e le note, con la loro musica, seguono le stesse leggi matematiche e partecipano, quindi, alla stessa armonia. »

Me lo immagino, il Keplerone, che vaga per le strade di Linz lisciandosi la barba e i baffi a triangolo, stringendosi nel suo colletto bianco, un po’ svagato, mentre guarda in alto e intuisce che ogni cosa nel cielo e sulla terra fa parte di una stessa, sola, grande sinfonia: la musica delle sfere.

Si chiama così quando si accostano i corpi celesti all’armonia musicale: musica delle sfere: l’avevano già intuita Pitagora e Platone.
Cicerone
 scriveva: “Movimenti così grandiosi non potrebbero svolgersi in silenzio, e la natura richiede che le due estremità risuonino, di toni gravi l’una, acuti l’altra.” (Cicerone, De Republica, Somnium Scipionis)

Linz è una città armonica, a pensarci bene.
Grande abbastanza
da non sentirsi rinchiusi ma piccola abbastanza da essere percorsa a piedi. Bella abbastanza da infondere pace, ma non tanto da sopraffarti e farti dimenticare cosa stavi facendo. Colorata, ma di colori chiari. Fredda, ma nello stesso tempo accogliente.

Passeggiando per le strade chiare di Linz si incontrano un castello-fortezza seicentesco, una chiesa barocca dal grande organo, un Duomo neo-gotico che pare che sia il più grande in Austria,  e un museo dell’Ars Electronica tra i più all’avanguardia
Nessuno di questi edifici sovrasta gli altri, né idealmente né fisicamente – nessuno riesce a dare un simbolo alla città: Linz resta semplicemente, e coraggiosamente, un insieme armonico.

In un’armonia perfetta, in un mondo ideale, ad un pensiero così bello, apollineo, armonico non può che seguire un momento caldo, buono… un momento alla cannella.

Open - cartello linzertorte
Il cartello di benvenuto all’entrata del Kaffee Bruckner

Evidentemente Linz si avvicina davvero a un mondo ideale, perché nonostante fuori le temperature fossero glaciali – costringendo me e il Pelato a rinchiuderci a bozzolo tra la sciarpa e il cappello – bastava aprire una porta per essere immediatamente scaldati dal sorriso di qualcuno. La cameriera del Caffè, il gestore della Stube, la preziosissima impiegata dell’ufficio turistico.
È stata lei, l’impiegata, a indirizzarci verso i due luoghi dove avremmo potuto proseguire la nostra missione.

Il primo luogo porta il nome di un compositore che a Linz visse gran parte della sua, ahimé drammatica, vita.
Si chiama Kaffee Bruckner e ci ha regalato la prima, vera, Linzertorte della nostra vita. 

Il secondo, che abbiamo raggiunto solo la mattina dopo, si chiama Kuk Hofbäckerei, e ci ha regalato la prima, e forse anche l’unica, Linzertorte austroungarica della nostra vita.

Ora, io non ti vedo, ma probabilmente da quando hai iniziato a leggere sulla tua fronte è stampata una domanda, anzi LA domanda: “Ma che cos’è la Linzertorte?!?!”

La Linzertorte in tutto il suo splendore
La Linzertorte in tutto il suo splendore

Ecco. Non c’è niente di cui vergognarsi.
Per un motivo a me completamente oscuro, che – comincio a pensare – deve avere anche risvolti massonici o misterici di qualche tipo, insomma, per una serie di insondabili avvicendamenti, si dà il caso che la Linzertorte non figuri tra le torte normalmente conosciute e riprodotte nel nostro Paese.

Ne ho incontrata solo qualcuna in Alto Adige, ma veniva sempre un po’ trattata come un tartufo bianco: roba rara, da intenditori. Roba da sguardi complici tra cliente e pasticcere, insomma.

Quindi nessun problema se non ne avevi mai sentito parlare. Ora che lo sai, però, non puoi più vivere nell’ignoranza.
Ora hai mangiato dall’albero della conoscenza.
Se per caso ti capiterà di incontrarne una sulla tua strada non puoi, e sottolineo non puoi, perdere l’occasione di assaggiarla.

Solo apparentemente la Linzertorte è una crostata. La forma può ricordare. In realtà è un’armonia perfetta di un impasto composto di farina, uova, nocciole tritate, scorza di limone, vaniglia, cannella a cui si aggiunge a fare da contrappunto una nota lievissima di chiodi di garofano. Sul finale, la marmellata al ribes viene ad arrotondare il tutto e a preparare il palato all’uscita di scena e alle scaglie di mandorle.

Musica delle sfere.

E burro, naturalmente. Il burro in certi casi è come l’aria, non c’è nemmeno bisogno di nominarlo.

Musica delle sfere e burro.

La Linzer austroungarica del Kuk Hofbackerei
La Linzer austroungarica del Kuk Hofbackerei. L’intero locale, che è più un forno che una pasticceria, è ricoperto di ritratti della famiglia Asburgo.

Preparati: nel prossimo capitolo parlerò di Sua Maestà Pregiatissima, la Sacher torte.

 

Continua…

 

Se stai pensando a un viaggio a Linz, ti consiglio di dare un’occhiata al sito di Linz Tourismus, e alla loro pagina Facebook,  che è sempre aggiornata.

Personalmente non ho mai provato, ma se vuoi tentare l’impresa di riprodurre una Linzer, la città di Linz ha pubblicato la ricetta ufficiale (la trovi qui). Poi, se proprio non vuoi mandarmene una fetta, fammi almeno sapere come è andata!

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