Il tour delle torte – Capitolo 1, Strudel

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10 giorni, 2200 chilometri, e tante, tante, tante fette di torta…
Capitolo 1. Lo strudel, Vipiteno.


Cosa spinge due persone a fare più di 2000 chilometri su un Caddy a metano, in pieno inverno, attraversando le Alpi due volte, e senza mai prendere in mano un paio di sci?

La follia?

Può darsi. Oppure l’esigenza di rispondere a qualche domanda esistenziale, come: “Sarà diversa una Linzertorte se la mangi sulle rive del Danubio?”, oppure “Come si fa la glassa originale della Sacher?”, o anche “Gli alberi della Foresta Nera sono davvero color cioccolato?”.

Mossa dalla necessità di dare risposta a queste e altre domande ho finalmente organizzato il viaggio che si può fare una volta sola nella vita (almeno indossando gli stessi pantaloni): “il tour delle torte”.
(E mi sono trascinata dietro il Pelato, che sembrava gradire, nonostante gli si leggesse costantemente negli occhi la convinzione di aver sposato una squilibrata.)

Prima tappa: lo Strudel a Vipiteno

Pare che non ci sia un vero luogo di nascita dello Strudel. Lo si trova in tutto il Trentino Alto Adige, e vale il detto per cui: “paese che vai, Strudel che trovi”.  Le varianti sono tantissime: con o senza uvetta, di pasta sfoglia o di pasta frolla. I più temerari lo fanno con le pere, alcuni addirittura salato.

Di certo si sa solo che si pronuncia con la “s” un po’ bolognese (“scstrudel”), cosa che fa suonare il “del” finale come una campanella e rende molto bene la complessità della questione.

La parola “Strudel” significa “vortice” e allude alla forma che assume la pasta quando la avvolgi intorno alle mele, dopo averle saltate nel burro con cannella, pinoli e uvetta.
Dà il suo meglio caldo, con un ciuffo di panna montata a fianco, ed è una cosa che sanno bene al Café Prenn di Vipiteno. 
Quando entri ti chiedono se lo preferisci caldo o freddo, con o senza panna, ma tu sai in cuor tuo che non è una domanda, è un piccolo esame, e solo se lo passerai potrai vedere un sorriso sul volto della cameriera.
E vale davvero la pena passarlo, perché mele così non le avete mai assaggiate.

Non si conosce il luogo d’origine dello Strudel, ma non può essere troppo lontano dal confine con l’Austria, proprio vicino a dove si trova la piccola cittadina di Vipiteno. 

Gli italiani la chiamano ancora come l’antico villaggio romano, Uuipitinia. In tedesco, invece, il suo nome (Sterzing) richiama quello di un proprietario terriero dell’alto medioevo, un certo Starzo.
Entrambi i toponimi risalgono a un’epoca molto antica, e questo spiega perché a Vipiteno si trovino forse il maggior numero di edifici storici concentrati nel minor numero di metri quadrati.

Il suo simbolo è la Torre delle dodici, che segna il punto di demarcazione tra la città nuova (Altstadt) e la città vecchia (Neustadt). 
Se metti insieme le due città ottieni 500 metri di case color pastello, logge medievali un poco storte, alla maniera trentina, una chiesa quattrocentesca, il municipio, due musei, un Istituto Musicale…

Se poi ci capiti, come noi, in periodo di Mercatino di Natale, l’esperienza trentinica è davvero completa. Con fatica abbiamo resistito alla tentazione di rifare il guardaroba all’albero di Natale per chiuderci in una rilassante sauna: ci aspettava un lungo, dolcissimo viaggio.
A pochi chilometri da Vipiteno troneggia il passo del Brennero: dall’altro lato l’Austria, patria di due rare gemme della cultura europea, trionfo di cannella e cioccolato: la Linzertorte e la Sachertorte.

 

Continua…

 

Se ti è venuta voglia di Strudel su ricettedellanonna.net trovi la ricetta che preferisco.
Se invece ti trovi a Vipiteno e vuoi visitare il Café Prenn sulla loro pagina facebook trovi tutte le info su luoghi, orari e nuove ricette.

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